Kurt Gerron

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Berlino, 11 maggio 1897 –  Auschwitz, 15 novembre 1944.
Attore, cabarettista, cantante, compositore.

Kurt Gerron

Kurt Gerron

Dopo aver servito la patria nella prima guerra mondiale ed essere stato ferito in battaglia, Kurt Gerson (questo il vero cognome) tornò nella natìa Berlino per proseguire gli studi di medicina. Nello stesso periodo fece i suoi primi passi nel mondo del cabaret: debuttò al Küka nel 1919, un’esperienza che lo portò ad abbandonare l’università in favore del lavoro nello spettacolo. Così proseguì la sua carriera: nel 1921 si esibì al Wilde Bühne (con i testi di Walter Mehring e Hans Janowitz), nel 1922 al Cabaret Größenwahn, nel 1924 al Rakete. Venne poi il momento degli spettacoli più grandi: nel 1927 venne inserito nel cast della rivista Das bist du di Friedrich Hollaender, mentre nel 1930 fu in cartellone con Der rote Faden, Quick e Glück muß man haben.

Kurt Gerron fu attivo anche lontano dal Kabarett: nel 1928 interpretò a teatro Tiger Brown nel primo allestimento de L’opera da tre soldi di Bertolt Brecht (al fianco di Rosa Valetti e Lotte Lenya, la moglie di Kurt Weill), prestando la sua voce baritonale anche al brano di apertura, Die Moritat von Mackie Messer. Al cinema, invece, si era avvicinato timidamente fin dagli anni ’10, ma i titoli di maggiore importanza vennero solo in seguito, tra i quali Il diario di una donna perduta (Tagebuch einer Verlorenen, 1929) di G.W. Pabst e L’angelo azzurro (Der blaue Engel, 1930) di von Sternberg con Marlene Dietrich e nuovamente Rosa Valetti. In tutto, i film ai quali partecipò furono circa 70. Tali esperienze gli fruttarono una certa abilità tecnica, che mise a frutto dirigendo una ventina di pellicole per la casa di produzione UFA.

Marlene Dietrich e Kurt Gerron nel film "L'angelo azzurro"

Marlene Dietrich e Kurt Gerron nel film “L’angelo azzurro”

Nel 1933, le leggi razziali costrinsero Gerron a spostarsi prima in Francia, poi in Olanda, dove proseguì con successo la sua carriera. Il decennio successivo, la situazione precipitò: nel ’43, i Paesi Bassi vennero occupati dalla Germania, Kurt Gerron fu arrestato e deportato a Westerbork e quindi rinchiuso nel campo di concentramento di Theresienstadt (Terezín). Proprio qui mise in scena il suo spettacolo più famoso, Das Karussell. Il direttore del campo, Karl Rahm, aveva visto Gerron al cinema e gli propose di esibirsi per le SS. L’attore accettò e allestì lo spettacolo con la collaborazione di altri artisti prigionieri.

Gerron era conscio del fatto che, pur essendo ebreo, l’essere apprezzato come artista dal direttore del campo poteva contribuire alla sua salvezza. Accettò quindi di girare Theresienstadt. Ein Dokumentarfilm aus dem jüdischen Siedlungsgebiet, un documentario destinato alla propaganda internazionale, che – su precisi ordini di Goebbels – metteva in scena la vita nel campo in modo assolutamente falso e irreale, come se fosse quella di un piccolo paese sereno e operoso.

Neppure questo riuscì a salvare Gerron: alla fine delle riprese, fu trasferito ad Auschwitz e, il 15 novembre 1944, venne ucciso in una camera a gas.

Di seguito, la registrazione di Kurt Gerron della Die Moritat von Mackie Messer, tratta da L’opera da tre soldi di Bertolt Brecht, con le musiche di Kurt Weill.

[I testi di questa opera, se non diversamente indicato, sono distribuiti con Licenza Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 3.0 Unported in Italia.]

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