Cocktail. Il bere americano che piaceva ai berlinesi

| 31 Marzo 2014
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Dodo, Wedding auf dem Dachgarten, 1929

Dodo, “Wedding auf dem Dachgarten”, 1929

Negli anni ’20, in Germania, si ballavano il charleston, lo shimmy, il foxtrot; si ascoltava il jazz di Duke Ellington e dello spettacolo The Chocolate Kiddies; si guardava con ammirazione al progresso tecnologico degli Stati Uniti.

Certo, non sempre ciò che arrivava da oltreoceano era visto come positivo: l’America era anche sinonimo di mancanza di cultura ed eccesso di materialismo. Ma, tutto sommato, certe mode straniere legate più che altro al divertimento si potevano apprezzare e seguire in tranquillità. Come quella dei cocktail.

Una ballerina in veste di "Barfrau" allo Haus Vaterland

Una ballerina in veste di “Barfrau” allo Haus Vaterland

In verità, il piacere del bere miscelato – almeno come lo s’intende dal Novecento in poi – giunse in Germania molto presto; addirittura il primo ricettario tedesco sull’argomento di cui si abbia notizia risale al 1903: si tratta di Bowlen und Pünsche, dedicato soprattutto a ai mix di vini (il tradizionale Bowl, già popolare nel secolo precedente, è infatti principalmente composto da vino bianco e spumante, infusi di frutta ed erbe aromatiche). Ma tra le sue pagine figurava già una sezione dedicata agli “American drinks”! Il volume è d’interesse anche perché contiene la ricetta del Knickebein, un cocktail che originò anche il ripieno dell’omonimo cioccolatino.

Copertina del ricettario "Bowlen und Pünsche"

Copertina del ricettario “Bowlen und Pünsche”

Knickebein

  • 1 bicchiere di maraschino
  • 1 tuorlo d’uovo fresco
  • 1 bicchiere di crema di vaniglia
  • una spruzzata di cognac o di angostura

I liquori devono essere versati separatamente gli uni sopra gli altri.

(la versione contemporanea è shakerata, ndA)

Copertina di "How to Mix Drinks" di Jerry Thomas

“How to Mix Drinks” di Jerry Thomas

Il primo libro americano sui cocktail è del 1862: How to Mix Drinks; or, The Bon Vivant’s Companion, scritto dal professor Jerry Thomas, direttore del bar del Metropolitan Hotel di New York. Secondo le cronache, Thompson era considerato il più grande barman del suo tempo, come anche testimoniato da Harry Craddock, autore di una delle bibbie del genere,  The Savoy Cocktail Book.

I tedeschi arrivarono con quarant’anni di ritardo sul professor Thomas, ma s’impegnarono parecchio per recuperare terreno e, nel corso degli anni ’10, pubblicarono almeno cinque ricettari di rilievo.

Tra questi anche Die Getränke der Gegenwart di Bruno Appelhans, ispirato al testo di Jerry Thomas e contenente cocktail come il Manhattan, lo East India, ma anche il Martiné. Quest’ultimo, a giudicare dagli ingredienti, potrebbe essere considerato una sorta di antenato del Martini (un po’ come il Martinez):

Martiné

  • 2 o 3 gocce di gum syrup
  • 2 o 3 gocce di bitter
  • una goccia di Curaçao
  • 1/3 di bicchiere di Old Tom Gin
  • 1/2 bicchiere di vermouth

(in mancanza di ulteriori indicazioni, ipotizziamo che il tutto vada mescolato, ndA)

"Der Mixologist" di Carl A. Sutter

“Der Mixologist” di Carl A. Sutter

Nonostante le pubblicazioni, in Germania i cocktail divennero realmente popolari solo negli anni ’20, sulla scia delle mode americane. Anche dal punto di vista editoriale, l’occasione fu ghiotta sia per scrivere nuovi ricettari con le bevande à la page, sia per riproporre in edizioni aggiornate i libri già in vendita.

Come nel caso di Der Mixologist di Carl A. Sutter, datato 1909, ma che nel 1920 era già alla sua 5a edizione. Proprio nell’introdurre questa, l’autore spiega che ha pubblicato il volume «in seguito alla grande e generale richiesta di  un corrispettivo tedesco dei libri di cocktail americani».

Il Sutter mantiene le promesse e propone anche le versioni statunitensi di classici europei, come l’assenzio.

Miscelare l’assenzio all’americana

Riempire un bicchiere per 3/4 con ghiaccio tritato, quindi aggiungere: 

  • 1 cucchiaino di sciroppo di zucchero
  • 1 bicchiere “da liquore” di assenzio
  • 1 bicchiere “da vino” di acqua fresca

Shakerare tutti gli ingredienti in uno shaker, versare in un bicchiere Highball e servire.

L’esperto non dimentica l’amor di patria e lo propone anche in versione tedesca.

Miscelare l’assenzio alla tedesca

Versare un bicchiere “da liquore” di assenzio in un bicchiere “da assenzio”.
Nella parte superiore di questo, mettere 3-4 pezzi di ghiaccio, una zolletta di zucchero e servire con una brocca di acqua fresca.

Le concessioni alle ricette della Germania sono poche, proprio perché la moda impone il gusto americano. Ma qualche particolarità locale si può sempre trovare.

Punch alla prussiana

  • 500 grammi di zucchero*
  • 3 limoni a fette 
  • 3 arance a fette
  • 1 bottiglia di Berliner Kümmel 
  • 1/2 bottiglia di Kirsch 
  • 1 bicchiere (da vino) di Anisette, 
  • 3 bottiglie di seltz, 
  • 1 litro Nordhäuser Kornbranntwein 

Unire tutti gli ingredienti, mescolare bene e servire molto freddo.

(*in originale è lo Hutzucker, un tipo di zucchero diffuso a cavallo tra il XIX e il XX secolo che, in virtù del metodo di produzione, risultava una grossa zolletta a forma di cono con la punta smussata, ndA)

All’appello dei classici americani (del tempo) non manca il Blue Blazer di Jerry Thomas, molto famoso a metà dell’Ottocento. Ma, sorprendentemente, la versione tedesca differisce un po’ dall’originale. Eccole a confronto:

Blue Blazer (versione Carl A. Sutter)

Usare due pentolini con manico.

In un pentolino versare: 

  • 1 cucchiaino di miele
  • 3 cubetti di zucchero 
  • 1 cucchiaino di Curaçao
  • 1 bicchiere di medie dimensioni di Scotch Whisky 

Aggiungere un po’ d’acqua calda e mettere sul fuoco.
Prima del bollore, accendere la miscela e quindi versare delicatamente da un pentolino all’altro per un paio di volte.
Dare fuoco alla miscela, con molta attenzione.
Versare in un bicchiere “da punch” riscaldato e aggiungere una fetta di limone.
La bevanda è indicata per il raffreddore ed è da consumare molto prima del sonno.

Blue Blazer (versione Jerry Thomas)

Usare due boccali d’argento con manico. 

  • 1 bicchiere “da vino” Scotch Whisky 
  • 1 bicchiere “da vino” di acqua bollente

Mettere il Whisky in un boccale e l’acqua bollente nell’altro.
Dare fuoco al Whisky con il fuoco e, mentre brucia, mescolare gli ingredienti versandoli quattro o cinque volte da un boccale all’altro. Se ben fatto, la miscela avrà l’aspetto di un flusso continuo di fuoco liquido.
Dolcificare con un cucchiaino di zucchero bianco in polvere e servire in un tumbler piccolo, con un pezzo di scorza di limone.

Come sappiamo, la voglia di festa si spense drammaticamente con il contraccolpo della crisi del ’29 e, poco dopo, con l’ascesa del nazismo. Eppure, per quanto la maggior parte delle abitudini in stile americano fossero messe al bando dal regime, possiamo ipotizzare che il consumo dei cocktail (almeno negli ambienti in cui era possibile) fosse in qualche modo tollerato: è infatti del 1938 il libro Das Getränkebuch, firmato da H. Kronlein e F.J. Beutel, che contiene una sezione dedicata “alle moderne bevande miscelate”.
Si badi bene,
non “ai cocktail”

Jerry Thomas prepara il suo celeberrimo Blue Blazer in un'illustrazione tratta dall'edizione 1930 di "The Savoy Cocktail Book"

Jerry Thomas prepara il suo celeberrimo Blue Blazer in un’illustrazione tratta dall’edizione 1930 di “The Savoy Cocktail Book”

[I testi di questa opera, se non diversamente indicato, sono distribuiti con Licenza Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 3.0 Unported in Italia.]

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Category: Approfondimenti

About the Author ()

Attilio Reinhardt è un entertainer e presentatore di spettacoli di varietà ed eventi, con lo stile dei conduttori del passato. Oltre a questo, è anche autore di pubblicazioni dedicate alla storia e alla cultura del teatro leggero. Dal 2006 a oggi è stato protagonista della scena burlesque, venendo soprannominato “Ambasciatore del burlesque in Italia” a seguito di tanti spettacoli dal vivo e progetti editoriali dedicati all’argomento, come il sito Burlesque.it e il libro Burlesque: curve assassine, sorrisi di fuoco e piume di struzzo. Nel 2013 ha creato il sito Kabarett.it, dedicato al genere d’intrattenimento teatrale tedesco, popolare nel periodo tra le due Guerre Mondiali. Ha collaborato come columnist con il Mitte, il quotidiano italiano di Berlino. Nella stagione 2015/2016 ha scritto e condotto con Sara Cassinotti il programma Radio Variété, su Radio BlaBla. Da settembre 2016 conduce la seconda stagione del suo show mensile Variété Night alla Maison Milano.

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