Il Balletto Triadico: la geometria diventa danza

| 14 Gennaio 2014
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Foto di scena per i costumi del Triadische Ballett del 1922

Foto di scena per i costumi del Triadische Ballett del 1922

La prima metà del Novecento, da un punto di vista artistico, fu caratterizzato da diversi movimenti di avanguardia. Le visioni spesso diametralmente opposte di questi, davano comunque forza e energia alla ricerca artistica.

Tra di essi, alcuni tendevano a una semplificazione grafica delle forme, all’esasperazione delle linee, donando ai loro lavori un aspetto meccanico e, spesso, sottilmente inquietante. Le opere di cubisti, futuristi, espressionisti, dadaisti – anche se con modi e fini differenti – contenevano frequentemente questi elementi.

Oskar Schlemmer

Oskar Schlemmer

Accadeva anche che questa tendenza incontrasse le arti sceniche. Nel cabaret, per esempio, si riscontra nella parodia delle Tiller Girls di Grit e Ina van Elben, nei burattini creati da George Grosz e John Heartfield per lo spettacolo Einfach klassisch! di Walter Mehring, nelle scenografie usate per l’esibizione dal vivo del brano O Mond! cantato da Blandine Ebinger.

Oskar Schlemmer, pittore, scultore e designer legato al Bauhaus, creò il Triadische Ballett proprio andando nella direzione del rigore grafico, trasformando i ballerini in forme geometriche. La caratteristica razionale del Balletto Triadico era anche nella matematicità della sua struttura: 3 ballerini che interpretavano 3 atti, composti da 12 quadri, con l’ausilio di 18 costumi. Ispirandosi ai movimenti di burattini e marionette, Schlemmer creò una coreografia stilizzata e astratta, destinata a influenzare la danza nei decenni successivi.

Una delle figure del Triadische Ballett

Una delle figure del Triadische Ballett

Il teatro di figura ispirò anche le fattezze dei personaggi, composti da sfere e poliedri, nei quali gli elementi umani erano ridotti al minimo, e comunque scientemente nascosti nei costumi e nel trucco.

Musicato da Paul Hindemith, il balletto debuttò a Stoccarda il 30 settembre 1922, proseguendo le rappresentazioni europee per dieci anni nella sua produzione originale, per poi essere riproposto anche in tempi recenti.

A questo progetto, Oskar Schlemmer ne fece seguire altri di tono simile, come Das figurale Kabinett.

Nel 1970, Marianne Hasting, Franz Schömbs e Georg Verden diressero un cortometraggio registrato in studio con l’intero balletto e la ricostruzione dei costumi dell’epoca. Ve lo riproponiamo qui sotto.

[I testi di questa opera, se non diversamente indicato, sono distribuiti con Licenza Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 3.0 Unported in Italia.]

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Category: Approfondimenti

About the Author ()

Attilio Reinhardt è un entertainer e presentatore di spettacoli di varietà ed eventi, con lo stile dei conduttori del passato. Oltre a questo, è anche autore di pubblicazioni dedicate alla storia e alla cultura del teatro leggero. Dal 2006 a oggi è stato protagonista della scena burlesque, venendo soprannominato “Ambasciatore del burlesque in Italia” a seguito di tanti spettacoli dal vivo e progetti editoriali dedicati all’argomento, come il sito Burlesque.it e il libro Burlesque: curve assassine, sorrisi di fuoco e piume di struzzo. Nel 2013 ha creato il sito Kabarett.it, dedicato al genere d’intrattenimento teatrale tedesco, popolare nel periodo tra le due Guerre Mondiali. Ha collaborato come columnist con il Mitte, il quotidiano italiano di Berlino. Nella stagione 2015/2016 ha scritto e condotto con Sara Cassinotti il programma Radio Variété, su Radio BlaBla. Da settembre 2016 conduce la seconda stagione del suo show mensile Variété Night alla Maison Milano.

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